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Prestazioni al pensionamento

L’Iscritto può richiedere la pensione complementare al momento del pensionamento nel caso in cui abbia maturato i requisiti di accesso alla pensione pubblica e possa, inoltre, far valere almeno cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.

Per regola generale, quando sussistono tutti i requisiti, l’Iscritto può chiedere al Fondo la prestazione in forma di rendita al 100% ovvero in forma mista di rendita (minimo 50%) e capitale (massimo 50%). Solo in determinate situazioni, previste dalla legge, la prestazione può essere percepita dall’Iscritto interamente sotto forma di capitale.

Prestazione in Capitale

In particolare, la prestazione potrà essere percepita tutta in capitale se:

  • l’Iscritto è un vecchio iscritto (ossia era già iscritto prima del 28.04.1993 ad un Fondo Pensione istituito prima del 15.11.1992, ed ha trasferito successivamente la posizione presso il Fondo);
  • l’importo della rendita annua vitalizia derivante dalla conversione del 70% del capitale finale è inferiore al 50% dell’assegno sociale.
    Il superamento del limite sopra citato richiede capitali di una certa consistenza: a titolo indicativo, per superare tale soglia un uomo di 60 anni deve avere oltre 100.000 euro maturati. Una donna di 60 anni deve avere oltre 125.000 euro.

La parte di capitale che non è percepita sotto forma di capitale sarà convertita in rendita.

Prestazione in rendita

Dal momento del pensionamento e per tutta la durata della vita del lavoratore sarà erogata una rendita. All’Iscritto spetterà periodicamente una somma calcolata in base al capitale accumulato e all’ età. Difatti la ‘trasformazione’ del capitale in una rendita avviene applicando dei ‘coefficienti di conversione’ che tengono conto dell’andamento demografico della popolazione italiana e sono differenziati per età e per sesso. In sintesi, quanto maggiori saranno il capitale accumulato e/o l’età al pensionamento, tanto maggiore sarà l’importo della pensione complementare.
Per l'erogazione delle rendite Mediafond ha stipulato una Convenzione Assicurativa con due delle più grandi Compagnie italiane (UGF Assicurazioni spa e Assicurazioni Generali S.p.A.).

Di seguito si riepilogano le diverse opzioni di rendita disponibili:

Rendita vitalizia semplice Corrisposta finché il socio rimane in vita, si estingue con la morte dello stesso. Il numero di rate di rendita erogate dipende esclusivamente dalla sopravvivenza del socio. Il loro controvalore monetario complessivo potrà così essere superiore od inferiore rispetto al capitale convertito in rendita.

Rendita reversibile

Corrisposta finché il socio è in vita e, in seguito, al beneficiario indicato al momento in cui si sceglie la rendita se superstite. La rendita si estingue con il decesso di quest’ultimo.
Rendita certa per 5 o 10 anni e successivamente vitalizia Corrisposta, nel periodo di certezza, a prescindere dall’esistenza in vita del socio (nel caso di sua premorienza  ai beneficiari designati/eredi). Al termine di tale periodo la rendita diventa vitalizia se il pensionato è ancora in vita oppure si estingue se il pensionato è nel frattempo deceduto.
Rendita con restituzione del capitale residuo Corrisposta al socio finché in vita. Al momento del suo decesso viene versato ai beneficiari designati/eredi il capitale residuo, anche sotto forma di pagamento periodico. Il capitale residuo è pari alla differenza tra l’importo maturato trasformato in rendita e la somma delle rate di rendita erogate alla data del decesso.
Rendita con raddoppio dell’importo in caso di perdita dell’autosufficienza La rendita LTC realizza l'obiettivo di garantire la vecchiaia più avanzata del socio, dove le spese sanitarie e di assistenza possono farsi gravose.  Al verificarsi della perdita dell’autosufficienza, il pensionato riceverà un vitaliziato raddoppiato, per far fronte alle spese per la cura della sua persona.

 

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